Prima dell’incontro
Non occorre preparare un racconto perfetto né portare documenti, salvo eventuali relazioni cliniche che si ritengono utili. È sufficiente pensare a ciò che oggi crea maggiore difficoltà e a quale cambiamento si vorrebbe ottenere.
Durante il colloquio
La psicologa raccoglie la richiesta, pone domande sulla situazione attuale e sulla storia rilevante, chiarisce dubbi e osserva insieme alla persona i fattori che possono mantenere il disagio.
Il colloquio è coperto dal segreto professionale. Limiti e regole della riservatezza vengono spiegati in modo comprensibile.
La restituzione
Al termine può essere proposta una fase di valutazione, un percorso psicologico o un invio più adatto. La proposta non è un obbligo: deve essere comprensibile, coerente con la richiesta e sostenibile per la persona.
Cosa chiedere
È legittimo chiedere quale metodo verrà utilizzato, quali obiettivi sono realistici, con quale frequenza incontrarsi e come verrà verificato l’andamento.
- Formazione e metodo
- Obiettivi iniziali
- Frequenza orientativa
- Modalità in presenza o online
Domande frequenti
Devo raccontare tutto nel primo incontro?
No. Puoi procedere con i tuoi tempi e condividere ciò che ritieni possibile. Il primo incontro serve a creare un quadro iniziale, non a ricostruire ogni dettaglio. Puoi anche dire apertamente quando una domanda ti mette in difficoltà.
Il primo colloquio mi obbliga a continuare?
No. È un incontro di valutazione reciproca. Al termine puoi prenderti il tempo necessario per decidere se il metodo, la proposta e la relazione professionale ti sembrano adatti alle tue esigenze.
Posso fare il primo colloquio online?
È possibile valutarlo. Servono un luogo riservato, una connessione stabile e condizioni compatibili con la richiesta. In alcune situazioni il professionista può consigliare la presenza o un servizio territoriale più appropriato.
Contenuto informativo: non sostituisce una valutazione psicologica o medica. In caso di emergenza chiama il 112 o rivolgiti ai servizi territoriali.
